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Caracciolo, dramma in commedia
di
Maricla Boggio,
da un'idea di Antonio Ghirelli
Caracciolo,
dramma in commedia è un testo teatrale che in ventotto scene
racconta la storia di Francesco Caracciolo, uomo in crisi nella rivoluzione
del 1799 a Napoli. Le posizioni dei regnanti e dei potenti risultano scavalcate
politicamente da quelle della gente del popolo, a cui finirà per
avvicinarsi Caracciolo , da uomo in crisi a uomo precursore della moderna
democrazia.
L'evocazione dei fatti di Napoli si snoda allusiva, per accenni paralleli
alle scelte individuali di Caracciolo. Speranze e timori, amarezze e gioie,
disgusti dolorosi e folgoranti allegrie delineano una Rivoluzione da presepe,
dove il popolo tenta una timida entrata nella storia ma, pur prendendo
qualche saggia posizione, cade facilmente in abissali stoltezze. Nel vortice
delle evocazioni si affacciano alla scena immagini che con particolare
pregnanza appartengono a Napoli, ma che qui appaiono stravolte o ribaltate:
Pulcinella, divenuto un boia rosso di sangue, sboccato esaltatore di violenza;
San Gennaro, sostenitore dei francesi contro la volontà cardinalizia,
sostituito con un Sant'Antonio dall'alieno linguaggio padovano; un accorrere
di falsi amici stranieri che, anziché contribuire alla salvezza
della città, aspirano ad arricchirsi impoverendola fino a renderla
schiava.
Il dramma della Rivoluzione Napoletana, decantato nel tempo, si fa commedia,
rischiarando un nostro futuro ormai passato, al quale i fatti, allora
tragici, sono serviti per rendere costruttivo un momento della nostra
storia recente.
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