Cravattari
di Fortunato Calvino, premio Giuseppe Fava 1995

Cravattari è il nome con cui vengono definiti gli usurai, gli strozzini, coloro i quali prendono al collo i debitori con la richiesta di interessi spropositati, e perseguono con criminale sistematicità
l'annientamento economico, psicologico e morale delle proprie vittime. E Cravattari è anche il titolo della commedia scritta da Fortunato Calvino nell'agosto del '94, nello stesso periodo in cui le cronache rivelavano le drammatiche vicende legate all'usura.
Il campo di indagine dell'autore è la Napoli del degrado, delle usuraie, più feroci degli uomini, che parlano il pesante dialetto dei bassi. Una storia di tutti i giorni che coinvolge i componenti di un'intera famiglia, indotta progressivamente a vendere , in una vorticosa spirale di debiti, il negozio, l'oro, la casa, persino l'onestà.
In questo contesto si delineano le scene della discesa agli inferi, il rifuggire dal triste mondo dei vivi e la scomparsa nella Napoli sotterranea vissuta come unica via di scampo.

 

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