Geltrude
di Fortunato Calvino

In questa piéce che si colloca in un filone comunemente definito "teatro nel teatro", acquista grande importanza il gioco tra realtà e finzione vissuto come espediente per dare un senso alla vita. Geltrude vive da sola rifiutando un mondo cui non sente di appartenere ; le fanno compagnia i sogni, le paure, i ricordi di un passato a lungo idealizzato. Un amore finito, il cui fantasma viene a vivificare un quotidiano altrimenti inaccettabile, l'ha profondamente mutata lasciando in lei solo un sordo rancore. Nel gioco sottile tra realtà e finzione che percorre la commedia dall'inizio alla fine vengono coinvolti anche Pietro e Anna attori, loro malgrado , di un copione non condiviso. Ipocrisia , crudeltà, dolore e paura, questi i sentimenti che animano la piéce dove il passato è vissuto come l'unico mondo in cui vale la pena rifugiarsi.

 

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