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Viaggio in Italia
da Goethe
In occasione del 250° anniversario
della nascita del grande scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe la Compagnia
Teatrale Metastudio '89
ha messo in scena, in collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli
e con la Cattedra di Lingua e Letteratura Tedesca della Facoltà
di Lettere dell'Università "Federico II", la rappresentazione
teatrale "Napoli è un paradiso", su testi di Goethe e
di altri autori dell'epoca.
Durante il suo viaggio in Italia (1749 - 1788), Goethe si trattenne per
circa due mesi a Napoli, dal 26 febbraio al 29 marzo e dal 17 maggio al
3 giugno1787, qui ebbe modo di conoscere da vicino l'innata allegria e
la vivacità del popolo partenopeo, di cui tanto aveva sentito parlare.
La città, con i suoi rumori e i suoi odori così tipici,
colpì profondamente la sua fantasia: egli fu incantato dalle sue
bellezze storiche e naturali, dalla confusione delle strade e delle piazze,
dalla cordialità della gente; ma più di ogni altra cosa
fu il Vesuvio a dominare i suoi pensieri, con la sua lava incandescente
che rischiarava il paesaggio notturno. Di quei giorni il poeta serba un
ricordo delicato, che ci è regalato dalle bellissime pagine del
suo "Viaggio in Italia".
Napoli è un paradiso
nasce come rielaborazione dialogica delle lettere del Viaggio
in Italia di Goethe. Sulla base di una ricerca svolta dalla
'Cattedra di Lingua e Letteratura Tedesca della Facoltà di lettere
dell'Università "Federico", la Compagnia Metastudio
'89, ampliando ulteriormente tale ricerca ed adattandola ,ex novo,
alle esigenze rappresentative che ha ritenuto più consone alla
propria tradizione di ricerca artistica
e alle previsioni della dell'art.9 della L.R. 48/85, ha ideato una rappresentazione
teatrale "itinerante" che ricostruisce fedelmente le diverse
tappe del soggiorno napoletano di Goethe.
Lo
spettacolo
Goethe anziano ripercorre con la memoria i momenti più significativi
del suo "Viaggio" e accompagna il percorso di Goethe giovane
tra i luoghi più rappresentativi del suo soggiorno napoletano.
Goethe giovane fa il suo ingresso a cavallo e assieme al suo fedele amico,
il pittore Tischbein, si avvia alla locanda del signor Moriconi, che lo
ospiterà per tutto il periodo del suo soggiorno a Napoli. La locanda
si trova nel punto dove c'è oggi la Galleria Umberto I, più
o meno all'inizio di via Verdi (lì una targa indica il posto).
La seconda "stazione" del cammino di Goethe giovane, scandito
da brani musicali di colore settecentesco, è Casa Filangieri, dove
il poeta, presentato dalla signora Filangieri, ha l'occasione di conoscere
una donna che colpirà molto la sua fantasia,
l'allegra e bizzarra Principessina, sorella di Gaetano Filangieri e moglie
di Filippo Ravaschieri, principe di Satriano: Da lei il poeta è
invitato a cena presso il palazzo Satriano, terza tappa del percorso di
Goethe. Durante la cena il poeta è colpito dall'irriverente schiettezza
della sua giovane amica che non smette di farsi beffe di un frate presente.
In questa sede Goethe rivede anche il suo caro amico Filangieri, con cui
discute di argomenti filosofici e pittorici.
Proseguendo il suo cammino assieme al fedele Tishbein, che gli presenterà
il pittore Kniep, con cui il poeta stringerà una profonda amicizia,
Goethe giovane visita il famoso "casino Hamilton" che si trova
a Posillipo dove ora sorge villa Quercia, dimora raffinata dell'ambasciatore
Inglese Sir William Hamilton e della sua giovanissima compagna Emma Harte.
Qui Goethe e Tischbein assistono a uno spettacolo molto originale: la
bella Emma vestita di vari colori su uno sfondo nero in una cornice d'oro,
imita le figure degli antichi dipinti di Pompei.
Le riflessioni di Goethe anziano sulla vita variopinta del popolo napoletano
accompagnano, nel frattempo, le voci di alcuni venditori ambulanti.
L'ultimo incontro di Goethe giovane è con la Duchessa Giuliana
di Giovane, dama di corte della regina Maria Carolina, un incontro, questo,
che rimarrà indelebile nella memoria del poeta, come ricorda Goethe
anziano, rileggendo una delle più belle pagine del suo "Viaggio
in Italia"
Concluso il suo soggiorno, Goethe giovane si appresta a lasciare Napoli,
dopo un commosso congedo dall'amico Kniep, consapevole di essere passato
"attraverso l'enorme trambusto di questa città incomparabile"
scrive Goethe "ancora mezzo stordito, sentendo che probabilmente
non l'avrei riveduta mai più, provando tuttavia la soddisfazione
di non lasciar dietro a me né rimpianto, né dolore"
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, si
è svolto nel Cortile d'Onore di Palazzo Reale. Vi hanno preso parte
tredici attori e cinque comparse che, in splendidi costumi del settecento,
hanno dato vita ai vari personaggi che animarono il soggiorno napoletano
di Goethe, ricreando momenti di intensa suggestione. Le allieve della
scuola di danza Ravaschieri di Napoli hanno realizzato le coreografie
ispirate all'eruzione del Vesuvio. Le musiche originali del maestro Rosario
Del Duca, ispirate a temi dell'epoca, hanno accompagnato tutto lo spettacolo
sottolineando i momenti più significativi.
Lo spettacolo ha riscosso un grande successo di pubblico e consensi di
critica. La Televisione Tedesca ha ripreso lo spettacolo per il canale
di cultura franco-tedesco "arte".
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